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sabato, 28 aprile 2007
per te

Nei tuoi occhi giocano

raggi di sole mentre

tra le tue braccia mi culli

 

sento il fuoco del desiderio,

i  sensi giocano tra di loro

 godendo questo amore.

 

Il suo profumo

inonda l’aria di sudori, 

gemiti d’amore

 

come musiche angeliche.

Scritto da: duevitecolorate alle ore 21:12 | link | commenti (6) | categoria:
venerdì, 27 aprile 2007
Magia

Si avviarono lentamente

 su per la salita,:

Non si toccavano,

lei lo guardava di tanto in tanto..

lui pensoso la evitava.

Arrivarono nel punto più alto

 e da lì la città si mostrava

 in tutta la sua bellezza struggente.

 Si vedevano le montagne,

le cime innevate..all’orizzonte.

E il cielo di un azzurro

che sembrava irreale.

Laggiù si stagliava il profilo della Sacra,

sentinella della valle.

Allora lui le prese la mano

 e la portò alle labbra,

poi la baciò lentamente e dolcemente. 

Gli occhi. negli occhi.

Non una parola,

solo il silenzio.

Scritto da: duevitecolorate alle ore 21:39 | link | commenti (2) | categoria:
giovedì, 19 aprile 2007
Nutella-ae

Nutrimento

Unico

Tangibilmente

Erotico

La

Lingua

Assapora

Scritto da: duevitecolorate alle ore 22:36 | link | commenti (1) | categoria: capriccio
lunedì, 16 aprile 2007
C'era una volta il cortile.

Abitavo in una casa di ringhiera, nel centro di Torino, i ricchi avevano delle case bellissime che si affacciavano sulla piazza, quelli come noi non abbastanza poveri da avere le case popolari, non abbastanza ricchi da potersi permettere una bella casa con tutte le comodità, avevano un piccolo appartamento rivolto verso l’interno..

Ma io ero felice. I miei giochi si svolgevano in cortile se “tota Zanet”, la portinaia, ce lo permetteva, altrimenti sul  grande ballatoio alla fine della ringhiera. Le mie amiche del cuore erano Rosy e Maria Grazia, con loro giocavo molto a nascondino, e ogni anfratto, scala, angolo buio, diventava luogo ideale per nascondersi, non importava se si era scoperti all’istante, data la ristrettezza del luogo. Poi c’erano i giochi di movimento: “Strega tocca color…cielo!” ed era sufficiente alzare un braccio perché il cielo era a portata di mano. Oppure “rialzo”quando per salvarsi da chi doveva prenderci bastava salire su qualsiasi rialzo, pietra, gradino, tronco.  E “Fulmine”, chi veniva afferrato doveva rimanere a braccia aperte attendendo la liberazione dal tocco di chi era ancora libero. La palla rossa, rimbalzava costantemente: palla avvelenata, palla prigioniera, palla muro “Stando ferma, con un piede, con una mano, battimano, zigo zago, tocco terra, la ritocco, ali, cinghia, gheisa” Una sorta di litania che risuonava in continuazione. La corda, che volteggiava veloce: “Pera, arancio, limone, mandarino!”

E i giochi di parole e di passi e di danze: i proverbi, telefono senza fili, gli indovinelli, passa il re, regina reginella, le belle statuine, la  bella lavanderina, i girotondi, è arrivato l’ambasciatore, i difetti, l’orologio fa tic tac.

Le conte per decidere chi iniziava un gioco: “Bum, cade la bomba in mezzo al mare, mamma mia mi sento male, mi sento male da morire, prendo la barca e fuggo via, fuggo via in mezzo al mare, dove ci sono i marinai, che lavoran tutto il dì, sei proprio sotto TU!

Giochi che non costavano nulla, ma che servivano a cementare le amicizie.

Quando scendeva la sera ed era obbligatorio rientrare in casa, ci salutavamo cantando una canzone. Appuntamento per il giorno dopo, appena terminati i compiti, perché  nessuno aveva altri impegni.

C’era una volta il cortile dei miei giochi, oggi non esiste più.

 

Scritto da: duevitecolorate alle ore 12:34 | link | commenti (4) | categoria:
martedì, 10 aprile 2007
Albero fiorito

Petali bianchi

nel cielo di cobalto

piove su noi

Scritto da: duevitecolorate alle ore 00:44 | link | commenti (8) | categoria:
venerdì, 06 aprile 2007
Ascolto..
Ascolto le parole
sussurrate dai tuoi occhi
Parole senza suono
parole che toccano
che accarezzano piano.
Come musica vibrano nell'aria
senza prendere forma.
Calde e voluttuose
seminano e raccolgono
E' un linguaggio
figlio del cuore
e con esso mi rendo nuda ai tuoi occhi
che ora parlano solo di me.

Scritto da: duevitecolorate alle ore 00:46 | link | commenti (2) | categoria:
Un vecchio
 


Dentro un caffè rumoroso
chino a un tavolo siede un vecchio;
con un giornale davanti,
senza compagnia.
E pensa al suo disprezzo
per la miserevole vecchiaia,
a quanto poco egli potè godere gli anni
 in cui aveva la forza, la facondia e la bellezza..
Ma a forza di pensare e di ricordare
 il vecchio resta turbato.
E si addormenta
appoggiandosi al tavolo del caffè.


di Kostantin Kavafis



Scritto da: duevitecolorate alle ore 00:14 | link | commenti | categoria: